Alfredo Camisa Tra stupore e progetto

Dove e quando

27 settembre | 26 ottobre
Still, Via Balilla 36, 20136 Milano
Ingresso libero

Orari

Opening 26 settembre 2018
Lun-Ven 9.30-13.00|14.00-18.00
Sabato su appuntamento

Materiale stampa

press@stillfotografia.it
www.stillfotografia.it
info@stilllove.it | tel +39 02 36744528

Potrebbero non esistere i saloni, le mostre, i premi e le critiche: noi fotograferemmo egualmente perché non è in funzione di tutto questo che fotografiamo. Per noi la fotografia esiste solo come emozione, come possibilità di esprimere sinceramente e poeticamente la realtà”. Queste le parole di Alfredo Camisa che, scritte in un articolo insieme all’amico Piergiorgio Branzi, descrivono lucidamente il suo modo di interpretare la fotografia: durante la sua carriera artistica lo stile si modificò repentinamente, passando dalle composizioni iniziali a temi sempre più legati alla figura umana per rimanere fedele ai suoi più intimi interessi.

In mostra alla galleria Still, dal 27 settembre al 26 ottobre, una selezione di scatti che ripercorre la carriera di Alfredo Camisa testimoniando come il fotografo riuscì sempre a infondere alle immagini – siano esse eleganti composizioni geometriche o intensi ritratti – una soggettività chiara, facendosi testimone di un mondo che stava trascorrendo nel volgere di una generazione che lui aveva vissuto in prima persona.

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Hermes Mereghetti | 100 e Uno volti della fotografia italiana

Dove e quando

20 giugno 2018
STILL Fotografia – Milano

Materiale stampa

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“I fotografi non hanno mai un volto. Sempre, o quasi, sono riconoscibili solo per le loro opere. Ci chiediamo spesso chi si cela dietro ad una fotografia. Chi ha scattato quell’immagine di reportage? Dietro a quel bellissimo ritratto di donna, chi c’è? E poi ancora, quell’immagine statica che documenta lo scorcio di una città. Chi ha calpestato quei luoghi? Quali occhi hanno potuto osservare e fissare per sempre un istante? L’immaginazione vaga nell’infinito e nella fantasia come alla ricerca della voce in un film muto”.

Da questi interrogativi prende origine il progetto di Hermes Mereghetti – figlio di fotogiornalista, fin da piccolo coltiva la curiosità per la fotografia in ogni suo genere per dedicarcisi completamente durante gli anni dell’università. Nonostante il suo modo di vedere sia legato alle immagini di reportage, lo sguardo si concentra all’essenzialità della fotografia di still life e alla ricerca del ritratto in bianco e nero. Il libro “100 e Uno Volti della Fotografia Italiana” – edito da Punto Marte in collaborazione con l’Archivio Fotografico Italiano (2016) – raccoglie i ritratti di centouno “uomini” che della fotografia hanno fatto la propria vita, che grazie ad uno scatto ci hanno permesso di vivere istanti irripetibili e grandi emozioni: “Questo progetto non vuole smascherare l’artista che sta dietro ad una macchina fotografica, bensì, vuole essere una nobile associazione tra l’opera fotografica e la persona”.

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Mario Bobba | Cities Underground

Dove e quando

18 – 24 giugno
Still, Via Balilla 36, 20136 Milano
Ingresso libero

Orari

Opening 18 giugno 2018
Lun-Ven 9.30-13.00|14.00-18.00
Sabato e domenica su appuntamento

Materiale stampa

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Cities Underground è un progetto fotografico sviluppato da Mario Bobba dal 2011 nel sottosuolo di oltre venti città in tre continenti.

 

Denis Curti, curatore della mostra, descrive così il progetto di Mario Bobba: “La fotografia di Mario Bobba cerca nel ‘sottosuolo’, all’ombra degli status sociali e dei modelli di comportamento prestabiliti, la naturalezza e la bellezza della ‘normalità’. Cities Underground è un ritratto autentico e molteplice, capace di raccontare con una visione d’insieme ogni singolo elemento, umano e sociale, di un contesto urbano sempre riconoscibile che accomuna le metropoli nel mondo.

 

Con queste parole Mario Bobba racconta il suo progetto: “Lo spaccato di umanità nei vagoni e sulle banchine, che si offre allo sguardo attento, è sempre ricco e diverso pur nell’apparente somiglianza. In metropolitana si pratica una street photography selettiva, un po’ misteriosa e, appunto, sotterranea.”

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