Ritorno all'isola di Arturo

Dove e quando

25 maggio | 15 giugno
Still, Via Balilla 36, 20136 Milano
Ingresso libero

Orari

Opening 24 maggio 2018
Lun-Ven 9.30-13.00|14.00-18.00
Sabato e domenica su appuntamento

Materiale stampa

press@stillfotografia.it
www.stillfotografia.it
info@stilllove.it | tel +39 02 36744528

STILL YOUNG – il progetto inaugurato durante l’ottava edizione del MIA Photo Fair da Alessandro Curti per promuovere e valorizzare talenti emergenti – torna con un nuovo appuntamento, si tratta della mostra personale della giovane fotografa Marta Giaccone, intitolata Ritorno all’isola di Arturo.

Come chiaro fin dal titolo la mostra è ispirata al libro di Elsa Morante “Ho scoperto Procida grazie ai suoi adolescenti. Prima col libro di Elsa Morante, poi attraverso i ragazzi che abitano l’isola oggi. Colpita dalla figura di Arturo e dal suo rapporto con Procida, ho deciso di trascorrerci qualche giorno”. E proprio come in un romanzo di formazione Marta scopre un luogo attraverso un percorso esplorativo: torna all’isola più volte, in tutte le stagioni, conosce un gruppo di adolescenti, ne diviene amica e inizia a osservarne e seguirne la vita, per documentare “questo delicato e tumultuoso periodo di crescita” e raccontare l’isola attraverso i loro occhi, andando a scovarne angoli e segreti.

La mostra “Ritorno all’isola di Arturo” presso la galleria Still è stata realizzata grazie alla preziosa collaborazione di UnimaginAble: un nuovo concept di Studio Boutique – nato dalla decennale collaborazione di professionisti della produzione, post produzione e stampa dell’immagine – nel quale il cliente e artista si trova al centro e viene seguito nello sviluppo e nella realizzazione del proprio progetto. www.unimaginable.it

Comunicato stampaInvito


Shared Privacy

Dove e quando

17 aprile | 17 maggio
Still, Via Balilla 36, 20136 Milano
Ingresso libero

Orari

Opening 17 aprile 2018
Lun-Ven 9.30-13.00|14.00-18.00
Sabato e domenica su appuntamento

Materiale stampa

press@stillfotografia.it
www.stillfotografia.it
info@stilllove.it | tel +39 02 36744528

Inaugura alla galleria Still la personale del fotografo finlandese Jaakko Heikkilä intitolata “Shared Privacy”.

Jaakko Heikkilä può essere considerato un conversatore vagabondo: un viaggiatore senza tempo a cui piace incontrare persone e dipingerle con empatia e calore. Ha iniziato la sua carriera fotografica nei primi anni ’90 come interprete di quella cultura unica che si trova ai confini settentrionali della Finlandia e della Svezia. Da allora ha realizzato numerosi reportage in tutto il mondo i cui temi si sono concentrati sulle minoranze etniche e sui popoli che si trovano in un modo o nell’altro a essere estranei o intrappolati nel cambiamento.

Nel suo lavoro Shared Privacy, come anticipa il titolo ossimorico, si può incontrare la nostalgia per un mondo perduto e al tempo stesso un umorismo caldo; le fotografie, intime e poetiche, esalano umanità profonda portando lo spettatore a riflettere sul miracolo di essere nel mondo.

Comunicato stampaInvito


André Kertész

Dove e quando

24 febbraio |  16 giugno

Palazzo Ducale – Sottoporticato

P.zza G. Matteotti 9, 16123 Genova
Ingresso a pagamento

Orari

Opening 24 febbraio 2018
Mar – Dom 11.00-19.00
Lunedì chiuso

Materiale stampa

ctalfani@palazzoducale.genova.it
www.palazzoducale.genova.it
| tel 010.8171612

Qualsiasi cosa noi facciamo, Kertész l’ha fatto prima”. Henri Cartier-Bresson

Palazzo Ducale di Genova presenta dal 24 febbraio al 16 giugno una grande retrospettiva, curata da Denis Curti, su uno dei maggiori fotografi del XX secolo: André Kertész.
Oltre 180 fotografie ripercorrono, suddivise in tre sezioni, l’intero percorso artistico del maestro ungherese, che in più di cinquant’anni di carriera ha sempre utilizzato la fotografia come se fosse un suo diario visivo atto a rivelare la poesia dietro le semplici e anonime cose quotidiane, catturate attraverso prospettive uniche e rivoluzionarie.

Andor Kertész, vero nome di battesimo di André, nasce a Budapest nel 1894 da una famiglia di origini ebree. Inizia a fotografare nel 1912, anno in cui si laurea all’Accademia di Commercio e trova lavoro come impiegato alla Borsa di Budapest. Nel 1914 presta servizio come volontario nell’esercito austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale, della quale riporta un racconto fotografico intimo e personale.

Negli anni che precedono la sua partenza per la Francia, quando la fotografia per Kertész era ancora un hobby, inizia a coltivare la sua sensibilità poetica per il mezzo. Compone un portfolio con ritratti, sperimentazioni compositive e paesaggi rurali.

Con il tempo Kertész, frustrato dal lavoro d’impiegato, matura la decisione di trasformare la sua passione per la fotografia in un mestiere. Così nel 1925 lascia l’Ungheria per Parigi, città a quell’epoca protagonista culturale di un forte fermento artistico.

Una volta a Parigi entra a far parte del circolo degli ungheresi con cui passa volentieri le serate al Café du Dôme, nel quartiere di Montparnasse. Qui entra in contatto con i maggiori artisti del XX secolo come Man Ray, Berenice Abbott, Fernand Léger, Piet Mondrian e con le rivoluzionarie idee delle avanguardie storiche del Surrealismo, Dadaismo e Costruttivismo Russo.

In questi anni Kertész trova nelle strade della Ville Lumiére e nell’anonimo scorrere della vita il soggetto privilegiato dei suoi scatti.

Pioniere del modernismo fotografico, Kertèz è stato uno dei rappresentanti più illustri, insieme a Paul Strand, Alfred Stieglitz, Edward Steichen, Walker Evans, Edward Weston e Eugene Atgét, della fotografia Straight. Influenzato delle nuove prospettive del costruttivista russo Aleksandr Rodcenko e dalle sperimentazioni dell’artista del Bauhaus tedesco Laszló Moholy-Nagy, l’opera di Kertész è stata sin da subito un punto di riferimento per grandi maestri come Henri Cartier-Bresson, Robert Capa e per la generazione post-guerra di fotografi come Robert Frank, Garry Winogrand, Lee Friedlander e Lisette Model.