DAMATRÀ


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Opere di
VIRGILIO CARNISIO e MAURIZIO GALIMBERTI

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DAMATRÀ

10/12/2014 ÷ 21/01/2015

INAUGURAZIONE
mercoledì 10 dicembre 2014 ore 18,30

La mostra prosegue fino al 21 gennaio (chiusura natalizia dal 20 dicembre al 6 gennaio).
Orari d’apertura: dalle 14,00 alle 20,00, sabato e domenica su appuntamento.

 

VIRGILIO CARNISIO

Rappresenta la memoria storica di Milano, fotografata dagli anni Sessanta, alla ricerca della sua storia e dei suoi scorci più inediti. “Fotografo di strada”- come lui stesso si definisce – Carnisio immortala luoghi che ci restituiscono un documento eccezionale delle trasformazioni della sua città natale. Carnisio è testimone di un periodo di fervore culturale senza precedenti e sceglie di ritrarre l’aspetto meno conosciuto di Milano, escludendo a priori i monumenti “perché già bene illustrati e indistruttibili” e tralasciando anche le vie più moderne e commerciali. Si ottiene quindi un “archivio della memoria” in cui si predilige il bianco e nero di muri scrostati, insegne commerciali. Campi da bocce, cortili, ballatoi e le celebri “ringhiere” che ancora oggi rappresentano l’anima di Milano.
In mostra, accanto alle modern print valorizzate nella loro serialità, una serie di vintage di scorci nostalgici e incantati, voluta mente scelti da Carnisi o poiché: “Essendo Milano una città non propriamente bella ma che alterna angoli deliziosi con altri più bruttini, l’ottica 75 mm che c’è sulla Rolleiflex mi permette di inquadrare i primi escludendo i secondi”.

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MAURIZIO GALIMBERTI

Se per Carnisio “fare fotografia è fare documentazione”, secondo Maurizio Galimberti è “una questione di pancia”.
Il risultato resta comunque una visione, un punto di vista sulla città e sulle sue trasformazioni. Con Galimberti in verità sarebbe meglio parlare di più punti di vista, grazie ai suoi celebri mosaici di Polaroid che ne caratterizzano ormai universalmente la cifra stilistica.
Le Polaroid sono infatti il suo strumento di lavoro e questa mostra ne consacra la spettacolarità. Una decina di opere di grande formato sembrano proiettarci in una dimensione futura: “animale da strada” – secondo una sua definizione – cerca l’odore e il profumo delle immagini. Per questo sia i monumenti storici che i palazzi di Porta Nuova hanno una poetica che si fa specchio delle emozioni del fotografo e anche dello spettatore. Tutta l’opera di Galimberti è ricca di contaminazioni con le avanguardie del Novecento: dadaismo, surrealismo e futurismo entrano nella sua fotografia e il risultato non può che essere inedito.

 

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 OPERE IN MOSTRA

 

INAUGURAZIONE MOSTRA 10/12/2014