PICCOLO TEATRO STREHLER di Betta Gancia


PICCOLO TEATRO STREHLER di Betta Gancia

“Sono sempre stata incantata dall’architettura, in modo particolare da quella contemporanea, per la sua molteplicità di forme, materiali e in alcuni casi per la sfida alla gravità. A Milano trovo suggestiva la sagoma luminosa del Piccolo Teatro Strehler che ne sottolinea la figura imponente ma delicata al tempo stesso…ed è proprio la delicatezza di questo edificio che ho voluto esaltare. Nelle mie immagini il Teatro si trasforma, prendendo vita e animandosi con movimenti sinuosi. La struttura architettonica cambia aspetto, si alleggerisce, come se stesse per volare via”.

Betta Gancia

La dinamica della luce

Con questo ultimo progetto dedicato alle architetture dinamiche del Piccolo Teatro Strehler, Betta Gancia rinnova e continua il suo percorso di ricerca capace di coinvolgere luce e movimento in un unico fotogramma. In occasione di un recente breve saggio critico sulla nostra fotografa, scrivevo: “nelle immagini di Betta Gancia il fascino della forma si esprime nelle tracce luminose di atmosfere notturne e silenziose. Sono scie sospese senza tempo. Intermittenze di luce che provengono dalla strada e confluiscono negli spazi aperti di una percezione visiva, sintetica e seriale, vicina all’idea di una fotografia che riflette sulla fonte primaria della sua stessa natura: la luce”… per Betta Gancia, la possibilità di ritrarre la luce è la sfida più avvincente. Da un lato si confronta con la componente essenziale della fotografia, dall’altro mette in scena metafore della creazione pura. Matrice ideale dell’ispirazione…Il suo obiettivo coglie l’intensità inedita che si diffonde di notte. Nei suoi scatti, i riflessi caldi e fiochi delle ore serali emergono dalle sorgenti luminose, lasciando che ogni punto di luce si diffonda in raggi o cerchi colorati perfettamente concentrici.

Ed è proprio in queste parole che ritrovo la coerenza progettuale di cui parlavo all’inizio. Con un’unica sequenza, Betta raccoglie il fascino di un’architettura contemporanea che d’improvviso comincia a danzare. Sullo sfondo resta una notte leggera e senza paure.

                                                                                                                                       Denis Curti

Bio

Betta Gancia nasce a Torino e vive tra Milano, Cesena e Buenos Aires.

Appassionata d’arte, fin da giovane lavora nel mondo dell’arredamento come stilista di tessuti e come interior designer. La sua irrequietezza e la continua ricerca creativa la portano a viaggiare in tutto il mondo e a sviluppare una forte passione per la fotografia. L’Argentina, il Giappone e l’India sono le sue mete predilette. Nel 1996 pubblica un libro di fotografie dal titolo Cieli-trentasei nostalgie d’infinito, edito dalla casa editrice Umberto Allemandi & Co. Tra il 1996 e il 2001 partecipa ad una serie di mostre personali e collettive a Torino, Città di Castello, Rimini e Venezia. Il lavoro di questi ultimi anni vede come protagonista la luce notturna. Nel 2013 espone alla Fondazione Forma per la Fotografia il progetto Una luce diversa e nel 2014 prende parte al MiaFair di Milano. Nel 2015 espone al MIA la serie Pane e Acqua, rappresentata dalla galleria STILL.